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Addio a Luca Goldoni, giornalista inviato di guerra ed esperto di cronaca nera. Fu anche arguto ed ironico scrittore

BOLOGNA – È morto a 95 anni Luca Goldoni, giornalista e scrittore. Fu cronista di nera e inviato di guerra, firma di testate come Corriere della Sera, QN, Il Resto del Carlino, il Giorno, la Nazione, passò dal giornalismo alla storia, ma fu anche arguto e ironico osservatore dei costumi italiani.

Tra i premi vinti in carriera, il Libro d’oro, per aver superato i tre milioni di copie vendute con i suoi titoli e la Palma d’Oro al salone dell’umorismo per ‘Non ho parole’. È morto nel pomeriggio all’hospice di Casalecchio di Reno (Bologna), dove era stato ricoverato negli ultimi giorni per un peggioramento delle sue condizioni di salute.

Nato a Parma nel 1928, iniziò per il quotidiano della sua città, la Gazzetta di Parma e in seguito a Bologna per il Resto del Carlino.

Tra le tante storie della sua carriera ci fu quella per cui nel 1968 dettò la corrispondenza da Praga, dopo l’invasione dei carri armati sovietici, in dialetto parmigiano. Lo ha raccontato lui stesso a maggio 2021: “La stampa di mezzo mondo affollava gli alberghi da cui telefonare i pezzi. Mi accorsi subito che appena trasmettevo frasi sgradite ai russi, cadeva la linea. Da una rapida indagine risultò che ogni centralino era presidiato da un detective sovietico poliglotta. Capiva perfettamente anche l’italiano e censurava inesorabilmente ogni testo. La reazione me la suggerì il collega più anziano e più illustre, Egisto Corradi: ‘fatti passare un tuo conterraneo della redazione e dettagli in dialetto’. Ricordo nitidamente l’attacco del primo pezzo telefonato a Cesare Turrini: In co’ un blindè ha mazzè un puten (oggi un blindato ha travolto un bambino)”.

Fra i suoi libri ‘Lei m’insegna’, ‘È gradito l’abito scuro’, ‘Italia al guinzaglio’, ‘Il sopravvissuto’ (premio Fenice Europa), ‘Il mare nell’anima’, ‘Cioé’, ‘Tranelli d’Italia’ e ‘Francesco Baracca’, scritto con il figlio Alessandro, anche lui giornalista e dedicato all’aviere di Lugo. E tra i personaggi di cui si appassionò ci fu la sua concittadina Maria Luigia, duchessa e una delle mogli di Napoleone: “Maria Luigia precorre i tempi (anche nel mal di stomaco): è una finta massaia che, assaggiato il gusto del potere, non vuole più farne a meno.

Tutto il resto, sentimenti, amori, tradimenti, sono soltanto tumultuoso contorno”, scrisse Goldoni. 

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