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Alec Baldwin torna nel mirino della procura del New Mexico, rischia un nuovo rinvio a giudizio

NEW YORK – Alec Baldwin torna nel mirino della procura del New Mexico: un gran giurì sarà portato al corrente di “nuovi elementi” emersi nel riesame del caso aperto da quando due anni fa la direttrice della cinematografia del film Rust, Halyna Hutchins, è rimasta uccisa da un colpo di pistola partito dall’arma che l’attore aveva in mano.

I procuratori Kari Morrissey e Jason Lewis hanno detto che il gran giurì esaminerà il caso nei prossimi due mesi e l’esito potrebbero essere nuove richieste di incriminazioni penali per omicidio involontario.

“Nuovi fatti sono venuti in luce e ci portano a pensare che Baldwin abbia una responsabilità penale nella morte della Hutchins e nel ferimento del regista Joel Souza – hanno detto Morissey e Lewis -. Spetta ora a un panel di cittadini del New Mexico determinare se Baldwin debba essere rinviato a giudizio”.

L’attore stava provando una scena sul set di Rust quando, dalla pistola che aveva in mano e che non avrebbe dovuto contenere pallottole ‘vive’, partì il colpo che feri’ Souza e uccise la Hutchins.

“E’ una sfortuna che una tragedia terribile come questa sia diventata un’inchiesta mal guidata”, hanno reagito, per conto di Baldwin, due dei suoi avvocati, dicendosi “pronti a rispondere ad ogni accusa in tribunale”.

La decisione della procura è un clamoroso sviluppo per l’attore che solo sei mesi fa si era visto levare un peso dalle spalle quando l’incriminazione originale per omicidio involontario era stata archiviata.

I procuratori hanno deciso di riaprire il caso dopo aver fatto sottoporre la pistola a ulteriori analisi i cui risultati, a loro dire, sarebbero in contraddizione con la versione di Baldwin che non aveva premuto il dito sul grilletto.

“I test hanno concluso con certezza che il colpo non poteva partire senza che il grilletto fosse premuto”, ha detto la Morrissey.

I procuratori intendono presentare il caso al gran giurì il 16 novembre. Resta tuttora rinviata a giudizio l’armiera del film, Hannah Gutierrez-Reed, il cui compito era di vigilare sulla sicurezza di armi e munizioni. Anche lei incriminata per omicidio involontario, si è dichiarata non colpevole.

Firmato da Lucien Haag, il rapporto su cui si basa la nuova decisione della procura non affronta direttamente se la pistola, una replica Pietta di un revolver del 1873, fosse stata modificata.

Afferma però che richiedeva una pressione di meno di un chilo sul grilletto per far partire il colpo, molto meno rispetto a una pistola moderna ma non inconsueta per un’arma d’epoca. 

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