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Israele bombarda i campi di Jabalya, al Shati e Nuseirat e fa strage di profughi a Gaza. Monito di Guterres: “La legge umanitaria non è un menù à la carte”

GAZA – L’umanità non abita più a Gaza dove Israele ha bombardato con violenza i campi di Jabalya, al Shati e Nuseirat facendo strage di profughi.

Il ministero della Sanità di Hamas, citato dai media, ha fatto sapere ora che sono almeno 50 i morti uccisi negli attacchi aerei sul campo profughi di Jabaliya nel nord di Gaza. In precedenza il ministero dell’Interno della fazione palestinese aveva parlato di “400 tra morti e feriti”.

“Più di 50 martiri, circa 150 feriti e decine sotto le macerie – ha annunciato adesso il ministero della Sanità – in un odioso attacco che ha colpito una larga area di case nel campo di Jabaliya”. L’esercito israeliano finora non ha commentato l’attacco.

Centinaia i morti nei campi che aggravano la già apocalittica situazione umanitaria

l campo profughi di Jabalia è stato completamente distrutto”: lo afferma il direttore della difesa civile di Gaza, Ahmad al-Kahlout, ai giornalisti davanti un ospedale di Khan Younis nella Striscia.
“Il distretto è stato distrutto da sei bombe di fabbricazione Usa”, ha detto citato da al Jazeera. 

 “Sei bombe da una tonnellata ciascuna sganciate sul campo profughi di Jabalia (a nord di Gaza, ndr) hanno provocato 400 tra morti e feriti”: lo afferma il ministero degli Interni di Hamas in un comunicato. Fonti locali aggiungono che si tratta di un bilancio iniziale, basato sulle vittime già trasferite al vicino ospedale ‘Indonesi’. Molte altre vittime, secondo queste fonti, sono ancora coperte dalle macerie.

Prosegue l’offensiva di terra israeliana nella Striscia di Gaza, dove sono in corso pesanti scontri tra truppe israeliane e miliziani palestinesi, mentre continua a crescere il bilancio delle vittime civili: 8.525 vittime tra cui 3.542 bambini secondo le autorità controllate da Hamas.

Il campo profughi di Jabalya, nel Nord della Striscia, è stato colpito da un raid israeliano. Secondo fonti palestinesi, le vittime, tra morti e feriti, sarebbero circa 400. L’esercito israeliano rivendica di aver ucciso alcuni capi di Hamas durante l’operazione. 

Il Segretario Generale dell’Onu Antonio Guterres

Lo Stato ebraico non intende però accogliere gli appelli internazionali per un cessate il fuoco, mentre Washington continua a insistere sulla necessità di fornire ai civili gli aiuti necessari. “C’è un tempo per la pace e uno per la guerra: questo è il tempo della guerra”, ha dichiarato il primo ministro israeliano, Benjamyn Netanyahu.

Il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, intanto, ha ricordato che la legge umanitaria internazionale “stabilisce regole chiare che non possono essere ignorate.

Non è – ha dichiarato il suo portavoce, leggendo una dichiarazione scritta – un menù à la carte, non può essere applicata in modo selettivo.

Tutte le parti – ha continuato – devono osservarla, seguendo i principi di distinzione, proporzione e precauzione” per evitare che i civili paghino il prezzo più alto.

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