Senza Categoria

Israele-Hamas, Netanyahu: “Dopo guerra assumeremo responsabilità sicurezza Gaza”

(Adnkronos) – Israele avrà "la responsabilità complessiva della sicurezza" della Striscia di Gaza per "un periodo di tempo indefinito" dopo la fine della guerra contro Hamas. Ad affermarlo il premier israeliano Benyamin Netanyahu in un'intervista alla tv americana Abc, concessa dopo la nuova telefonata con Joe Biden, a un mese dall'attacco di Hamas secondo le ultime news di oggi 7 novembre. "Penso – ha spiegato – che per un periodo di tempo indefinito avremo la responsabilità complessiva della sicurezza, perché abbiamo visto quello che è successo ora che non ce l'avevamo. Quando non abbiamo la responsabilità della sicurezza, abbiamo un insorgere del terrore a un livello che non avremmo potuto immaginare". Poi ha ribadito: "Non ci sarà un cessate il fuoco generale a Gaza senza il rilascio dei nostri ostaggi". E ha ripetuto che la convinzione che questo "ostacolerebbe lo sforzo bellico, ostacolerebbe il nostro sforzo per liberare gli ostaggi perché l'unica cosa che funziona con questi criminali di Hamas è la pressione militare che stiamo esercitando". Pressato in particolare dal presidente degli Stati Uniti Joe Biden, con cui ieri ha avuto un nuovo colloquio telefonico, Netanyahu ha 'aperto' per la prima volta all'ipotesi di pause umanitarie. "Piccole pause – un'ora qui, un'ora là – le abbiamo già fatte. Verificheremo le circostanze al fine di consentire l'ingresso di beni umanitari o l'uscita dei nostri ostaggi, di singoli ostaggi", ha detto il premier. Intanto sono almeno 46 i palestinesi rimasti uccisi e decine quelli feriti nei bombardamenti effettuati nelle ultime ore dalle forze israeliane contro la Striscia di Gaza, nel mirino delle operazioni dal terribile attacco di un mese fa di Hamas in Israele. Secondo le notizie dell'agenzia palestinese Wafa, i bombardamenti hanno colpito cinque abitazioni a Rafah, dove si contano almeno 25 morti e decine di feriti, e almeno 12 persone sono state uccise e 29 sono rimaste ferite in raid che hanno colpito un'abitazione a Khan Yunis, località nel sud della Striscia come Rafah. Altre otto persone sono state uccise in un attacco aereo contro la zona di Ma'an, a est di Khan Yunis. Almeno una persona è morta in un'altra operazione a Beit Lahia, nel nord della Striscia. Secondo la Wafa, le forze israeliane hanno attaccato abitazioni, strade e altre infrastrutture nella zona di Tal al-Hawa, nel sud di Gaza City, dove ci conterebbero vittime tra morti e feriti. L'agenzia riferisce di decine di case ed edifici distrutti in quello che per i palestinesi è il 32esimo giorno di operazioni israeliane. Le forze israeliane hanno confermato di aver attaccato nelle ultime ore "obiettivi dell'organizzazione terroristica di Hamas". Dal 7 ottobre, quando l'attacco di Hamas in Israele ha fatto più di 1.400 morti (secondo il bilancio fornito dagli israeliani), nella Striscia di Gaza si contano oltre 10.000 morti (stando ai dati delle autorità controllate da Hamas). Circa 600 stranieri e palestinesi con doppio passaporto lasceranno in giornata la Striscia di Gaza, secondo un elenco pubblicato dall'autorità di frontiera palestinese. Tra questi 150 cittadini tedeschi, ma in lista ci sono anche francesi, canadesi, ucraini, romeni e filippini. Un uomo di 69 anni è morto dopo essere rimasto ferito alla testa in seguito a incidenti scoppiati tra manifestanti filo israeliani e filo palestinesi alla periferia di Los Angeles. Secondo quanto riferito dalle autorità, Paul Kessler, questo il nome della vittima, durante gli scontri di domenica è caduto e ha battuto la testa. Ricoverato in ospedale, è morto ieri. La polizia ha aperto un'inchiesta, ma finora non è stato fatto alcun arresto. Non c'è stato accordo al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per una risoluzione sulla guerra tra Israele e Hamas: malgrado le oltre due ore di discussioni a porte chiuse, le differenze sono rimaste tra chi, come gli Stati Uniti chiede "pause umanitarie", e chi un "cessate il fuoco umanitario" per fornire aiuti disperatamente necessari e prevenire altre morti civili a Gaza. "Abbiamo parlato di pause umanitarie e siamo interessati a proseguire", ha dichiarato il vice ambasciatore degli Stati Uniti Robert Wood ai giornalisti dopo l'incontro: "Ma ci sono disaccordi all'interno del consiglio sul fatto che questo sia accettabile". Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, aveva detto ai giornalisti di volere un immediato cessate il fuoco umanitario a Gaza e la fine della "spirale di escalation" già in corso nella Cisgiordania occupata, in Libano e dalla Siria all'Iraq e allo Yemen.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio