Attualità

La Bce alza ancora i tassi: ecco gli effetti sui mutui

ROMA – La Bce ha deciso di alzare i tassi d’interesse di un quarto di punto percentuale, portando il tasso sui rifinanziamenti principali al 4,50%, quello sui depositi al 4%, e quello sui prestiti marginali al 4,75%.

Lo comunica l’Istituto centrale. “L’inflazione continua a diminuire, ma ci si attende tuttora che rimanga troppo elevata per un periodo di tempo troppo prolungato. 

Il Consiglio direttivo è determinato ad assicurare il ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% nel medio termine” e quindi “ha deciso oggi di innalzare di 25 punti base i tre tassi di interesse”: lo scrive la Banca centrale nel comunicato al termine della riunione. La Bce ha rivisto al rialzo le stime sull’inflazione: al 5,6% nel 2023, al 3,2% nel 2024 e al 2,1% nel 2025, per effetto “dell’evoluzione più sostenuta dei prezzi dell’energia”.

LA CORSA DEI MUTUI VARIABILI. Una rata del mutuo variabile da 456 euro iniziali potrebbe arrivare a toccare i 759 euro, in crescita del 66% rispetto all’inizio del 2022. La stima arriva dalle simulazioni di Facile.it che indica un aggravio di 303 euro dopo l’ultimo aumento. E per Mutuionline.it Le richieste di mutuo a tasso variabile sono crollate rispetto al primo trimestre dell’anno dal 14,7% del mix al 5,3% e ci si può aspettare che il tasso fisso, la scelta più sicura, continuerà a rappresentare oltre il 90% delle richieste fino a fine anno. Per chi è in difficoltà è possibile allungare il finanziamento per far calare la rata pagando però più interessi o, in alternativa, surrogare. Se si è in difficoltà o si è perso il lavoro, si può sempre ricorrere al fondo Gasparrini per sospendere i pagamenti.
GIU’ LA DOMANDA E PRESTITI PIU’ DIFFICILI La trasmissione della politica monetaria all’economia, dopo qualche mese ha iniziato a funzionare e come emerge dai sondaggi della Bce e di Banca d’Italia la domanda da parte delle imprese è scesa ai minimi. Inoltre le banche hanno inasprito le condizioni di concessione dei finanziamenti. Gli ultimi dati della Banca d’Italia di luglio mostrano un calo del 4% dei prestiti alle imprese e una riduzione per le famiglie.
CACCIA AI RENDIMENTI DEI CONTI. Le banche e le società finanziarie, su pressione dei clienti, stanno adeguando verso l’alto i tassi su conti deposito e gli investimenti finanziari dopo un decennio di tassi zero. L’adeguamento, non ha comunque interessato l’intero stock del risparmio. In prospettiva questo peserà sui bilanci delle banche con un maggior costo della raccolta.
COSTO PIU’ SALATO PER LE CASSE PUBBLICHE. I tassi pesano anche per lo Stato, a causa degli interessi che dovrà corrispondere sul debito pubblico. La spesa per interessi potrebbe collocarsi intorno ai 100 miliardi di euro (40 miliardi in più rispetto al 2020). Nelle aste di Bot e i Btp i rendimenti medi, come si ricava dall’indice Rendistato calcolato dalla Banca d’Italia, sono arrivati oramai al 3,94%.

(FONTE ANSA) 

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio