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Momenti di tensione all’hotspot di Lampedusa. Von der Leyen e Meloni domani sull’isola

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen sarà a Lampedusa domani su invito della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. 

Domenica sera von der Leyen è attesa a New York dove resterà fini alla metà della prossima settimana per l’Assemblea Generale dell’Onu.

Momenti di tensione all’hotspot di Lampedusa dove centinaia di migranti, stanchi di aspettare il loro turno per il trasferimento, hanno iniziato a protestare.

Polizia e Croce Rossa hanno spiegato che verranno trasferiti quasi tutti. In mattinata sono stati trasferiti 780 migranti con un catamarano che sta viaggiando verso Pozzallo e 400 con il traghetto di linea Galaxy. La polizia, al momento, sta chiamando altre 800 persone che verranno spostate nelle prossime ore.

I lampedusani tolgono il blocco stradale

Il camion, con autogru, pedane di bottigliette d’acqua e cornetti, è stato fatto passare pochi minuti dopo la telefonata con il questore di Agrigento, Emanuele Ricifari: i lampedusani hanno sgomberato il blocco stradale creato fra le vie Vittorio Emanuele e Ariosto.

“Non si tratta della creazione di un nuovo hotspot, che invece è in fase di realizzazione a Porto Empedocle. Lampedusa è stata esclusa totalmente dal prefetto Valerio Valenti e dal prefetto di Agrigento Filippo Romano per la nascita di nuove strutture d’accoglienza”. Così il questore di Agrigento, Emanuele Ricifari, che in viva voce ha telefonato a uno dei manifestanti, Giacomo Sferlazzo, per spiegare cosa sta accadendo. “Queste tende che verranno portate sull’isola sono per noi. Non abbiamo dove far dormire il personale, abbiamo bisogno quando c’è un fatto di questo genere di molto più personale”,

“Il gesto di fare passare il camion è stato un piccolo segnale di distensione – ha detto Giacomo Sferlazzo del movimento Mediterraneo Pelagie -. Siamo qui per bloccare le tende e se dal caso andiamo a Ponente perché il nostro obiettivo è bloccare la tendopoli. Questo blocco è stato un primo segnale per far capire che siamo disposti anche a gettarci sotto i camion per bloccare la tendopoli. Non abbiamo paura del questore, della Meloni, della Von der Leyen, vengano in piazza a parlare con noi. Resteremo qui finché l’isola non verrà svuotata e bypassata affinché possa respirare e la popolazione possa essere tranquilla e non più martoriata”

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