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“Non condurrò lo stesso gioco alla stessa ora su La7. Non è nel mio Dna”: parla Flavio Insinna dopo il passaggio di testimone a Insegno

ROMA – Con la Rai e L’eredità c’è stata una storia d’amore fantastica, e anche quando le cose finiscono auguri sempre alle persone con cui l’hai vissuta il meglio, così io faccio con l’Eredità.

L’amore con la Rai durerà per sempre e ringrazio anche La7, che non mi ha solo cercato, mi voleva proprio.

Con il direttore Andrea Salerno ci vogliamo bene. Ma andare a fare lo stesso gioco, nello stesso orario, contro me stesso, non è nel mio Dna”.

Lo dice Flavio Insinna rispondendo alle domande sul suo futuro artistico, nella conferenza stampa di La stoccata vincente, il film tv di Nicola Campiotti, in onda su Rai 1 in prima serata il 24/9, che racconta la storia dello schermidore Paolo Pizzo (Alessio Vassallo), due volte campione del mondo e medaglia d’argento a squadre alle Olimpiadi nel 2016.

Insinna dà il volto a Piero Pizzo, il padre e primo insegnante di Paolo che a 13 anni (da bambino lo interpreta Samuele Carrino) deve affrontare un’operazione per un tumore al cervello.

Il film tv, che ha nel cast anche, fra gli altri, Elena Funari, Mario Ermito e Maciej Robiakiewicz, è prodotto da Gloria Giorgianni per Anele in collaborazione con Rai Fiction, ed è tratto dal libro omonimo scritto da Pizzo con Maurizio Nicita, edito da Sperling & Kupfer nel 2016 e appena ripubblicato.

Ora per Insinna c’è il teatro, a gennaio con Gente di facili costumi diretto da Luca Manfredi.

“Se rincorri le cose si allontanano – spiega -. Non sono un cassaintegrato della Whirlpool, i problemi sono altrove, creiamo lavoro per gli altri, non c’è l’affanno. Tra quattro anni mi vedrete incatenato al cavallo della Rai”, scherza.

Comunque si sta parlando già di nuovi progetti di fiction: “per noi Flavio è una grande risorsa – dice Maria Pia Ammirati, direttrice di Rai Fiction – stiamo lavorando su delle idee”.

Rispetto al suo legame anche personale con il sevizio pubblico, l’attore spiega che “non ho mai avuto l’esclusiva. Per me più del contratto, conta una stretta di mano”.

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