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Oggi è il giorno dell’estremo saluto al Presidente emerito Napolitano. Presenti Meloni e Mattarella Il feretro portato al cimitero acattolico

ROMA – Si sono svolti oggi, dalle 11.30, i funerali di Stato laici dell’ex Presidente della Repubblica.

Il feretro del Presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano, scortata da quattro corazzieri in motocicletta, ha lasciato Palazzo Madama dove per due giorni c’è stata la camera ardente.

La bara, avvolta nel tricolore e preceduta dal cordone al merito della Repubblica, è stata accompagnata alla sua uscita dalla Camera Alta dal presidente del Senato, Ignazio La Russa, e dai familiari: i due figli, la nuora e i nipoti – con loro anche il Questore anziano, Gaetano Nastri – ed è stata salutata dal picchetto d’onore.

Foto Ansa

Il carro funebre, con al seguito la famiglia, si è diretto verso Montecitorio dove, in Aula, si sono svolti i solenni funerali di Stato.

Arrivato a Montecitorio, portato in spalla da autorità militari, è stato accompagnato dai corazzieri fino all’ingresso del Palazzo. Nel silenzio della piazza è stato eseguito l’inno nazionale al termine del quale c’è stato un lungo appaluso. La bara avvolta nel tricolore è stata poi portata dentro il Palazzo.

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Da Giuliano Amato a Mario Draghi, molti degli ex presidenti del Consiglio degli ultimi trent’anni erano seduti in aula a Montecitorio. Oltre ad Amato, premier due volte nel 1992 e nel 2000, alcuni dei presidenti del Consiglio che hanno ricevuto l’incarico proprio dalle mani dell’ex presidente della Repubblica: Romano Prodi, Mario Monti, Enrico Letta e Matteo Renzi. Ma hanno voluto partecipare anche Paolo Gentiloni, Giuseppe Conte, Massimo D’Alema e l’ultimo ex premier, Mario Draghi.

“Con Giorgio Napolitano scompare una delle figure più rilevanti della storia istituzionale e della Repubblica”, ha detto il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, dando l’avvio ai solenni funerali laici del presidente emerito, nell’Aula di Montecitorio. 

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L’aula della Camera ha poi rispettato un minuto di silenzio.

Dopo le parole del presidente della Camera Lorenzo Fontana, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, i presidenti delle Camere Fontana e Ignazio La Russa, l’intero governo guidato da Giorgia Meloni, gli ospiti stranieri e tutti i presenti nell’emiciclo si sono alzati in piedi, insieme ai familiari dell’ex Presidente, per un minuto di raccoglimento. Poi il discorso di La Russa, del figlio Giulio e della nipote Sofia e degli oratori scelti dalla famiglia: Anna Finocchiaro, Giuliano Amato, cardinal Ravasi, Gianni Letta, Paolo Gentiloni. 

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Applausi, dopo un lunghissimo silenzio: così l’aula di Montecitorio ha salutato gli interventi di Giulio e Sofia May Napolitano, rispettivamente figlio e nipote del Presidente emerito della Repubblica. “Ha combattuto buone battaglie e sostenuto cause sbagliate”, è uno dei passaggi del ricordo che il figlio di Napolitano, ha tenuto in Aula durante la cerimonia alla Camera per i funerali di Stato. L’ex presidente “ha sempre sperato e agito per un rinnovamento della politica e delle istituzioni e ha accettato il prolungamento estremo della sua presidenza fino a quando ha potuto tornare a esercitare con rigore e scrupolo la sua attività di senatore, mostrando fino alla fine la nobiltà della politica e del servizio alla Repubblica. Ne preserveremo il ricordo”. 

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Giorgio Napolitano e Silvio Berlusconi erano “due persone così lontane, due storie distanti, due mondi opposti, due figure diverse, chiamate a condividere i massimi incarichi dello Stato. Poteva essere difficile quella convivenza e non fu sempre facile, non mancarono i momenti di tensione e le polemiche, ma da tutte e due le parti non vennero mai meno la volontà e la forza di mantenere il rapporto nei binari della correttezza istituzionale”.
Così Gianni Letta, intervenendo nell’Aula della Camera alla cerimonia laica in ricordo del presidente emerito Giorgio Napolitano. “Mai in Giorgio Napolitano è venuto meno in lui l’altissimo senso delle istituzioni, che lo ha sempre guidato nel suo impegno politico, specie nelle fasi più difficili per lui, ovvero i governi Berlusconi”, sottolinea l’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio.

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Dopo la scomparsa di Berlusconi ora quella del presidente Napolitano a tre mesi di distanza, nota Letta. “Mi piace immaginare che incontrandosi lassù possano dirsi quello che non si sono detti quaggiù”, chiarirsi “e ritrovarsi nella luce”, osserva Letta. 

Dopo aver partecipato, alla Camera, al funerale laico del Presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano, il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il Presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, si recheranno a Palazzo Chigi per un colloquio.

Al termine della cerimonia funebre laica, il feretro di Giorgio Napolitano è stato portato fuori dal palazzo di Montecitorio mentre suonava di nuovo l’inno nazionale. Due corazzieri hanno portato una grande corona di fiori della Presidenza della Repubblica camminando lentamente davanti alla bara avvolta nel Tricolore.

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Subito dietro la bara la moglie di Napolitano, Clio, la famiglia e le autorità italiane (il Capo dello Stato Sergio Mattarella, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e la presidente della Corte Costituzionale Silvana Sciarra) e quelle straniere.

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Un applauso della piccola folla, che ha seguito la cerimonia sul maxi schermo in piazza, ha tributato l’ultimo saluto al presidente emerito. Qualcuno ha urlato “Grazie presidente”.

La salma è stata portata al cimitero acattolico di Roma.


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