Cronaca

“Omicidio di Via del Ciclamino” a Rimini: è mistero fittissimo. Chi ha sferrato 17 coltellate per uccidere Pierina Paganelli?

RIMINI – Omicidio di Via del Ciclamino a Rimini, la vittima, una donna di 78 anni, uccisa con ben 17 coltellate e lasciata a terra nel garage del condominio.

Questo lo scenario ricostruito dagli inquirenti della Squadra Mobile di Rimini, con il Sostituto procuratore Daniele Paci, dopo i primi, lunghi rilievi eseguito fino a tardi nella giornata di ieri dopo aver scoperto il corpo di Pierina Paganelli, 78 anni, pensionata e testimone di Geova.

Una sola certezza, al momento, nel quadro indiziario formulato fino ad ora: il killer conosceva abitudini e luoghi frequentati dalla vittima.

Gli inquirenti non escludono alcuna pista, ma il “Caso dell’Omicidio di Via del Ciclamino” diventa ormai un mistero fittissimo.

L’assassino conosceva la sia vittima. Pierina ha lottato ma è stata sopraffatta ed è stata uccisa

L’ambito familiare si è ristretto, soprattutto dopo aver escluso il figlio, che è ancora ricoverato dopo un altro misterioso episodio, che risale a maggio, e l’ex marito della donna, risultato residente stabilmente in Germania, a Monaco di Baviera.

Non si trascura nulla, i residenti di via del Ciclamino, una cinquantina di famiglie con accesso alla zona garage interrato, conoscenti in ambito religioso.

Sta di fatto che o dall’appartamento o dai garage, a quel palazzo si accede solo da porte che sono chiuse, e il cancello automatico alle 21 di ogni sera viene chiuso e per entrare serve un telecomando.

Pierina Paganelli alle 20 di martedì, dopo la riunione di preghiera nella sala del Tempio dei testimoni di Geova, si ipotizza che intorno alle 22 sia tornata a casa in auto, ha parcheggiato in garage, percorso pochi passi, e poi aperto la porta del vano scale.

Lì, tra le scale e l’ascensore, l’assassino l’ha attesa per poi aggredirla e sferrarle ben 17 coltellate, uccidendola e lasciandola in un lago di sangue. Una scena di thriller, o da casi del televisivo Ispettore Coliandro.

Stando a quanto ipotizzato con l’esame esterno del corpo, la Paganelli avrebbe lottato con il suo misterioso aggressore, cercando di ripararsi con le braccia, per poi cadere a terra, mollare la borsetta ed essere letalmente sopraffatta.

Chi ha voluto la morte della donna, era fortemente intenzionato a mettere fine alla sua vita e l’avrebbe fatto con accanimento e rabbia, lasciandola persino a terra non ancora morta.

Le risposte più autorevoli, però, arriveranno solo dal risultato dell’esame autoptico dal quale si scoprirà quale sia stato il colpo fatale e se c’è stata violenza sessuale vista la gonna strappata e la biancheria in disordine.

Al mistero dell’omicidio della donna, si aggiunge la misteriosa aggressione di maggio ai danni di suo figlio

A questo mistero si accompagna quello dell’incidente, o dell’aggressione, del quale è rimasto vittima, nel maggio scorso, il figlio della Paganelli, trovato il 7 maggio al margine della strada con il cranio lesionato.

Un incidente o un’aggressione che rimane ancora un mistero e che non si esclude possa essere collegato all’assassinio.

L’uomo, la prossima settimana, lascerà finalmente l’ospedale per tornare a casa, nello stesso condominio di Via del Ciclamino, dove, ovviamente, come tanti altri residenti, ha paura di rincasare.

Totale e completo il dolore, la sorpresa e anche lo sgomento per la sorte toccata ala povera settantenne riminese, un episodio che sta turbano e no poco il clima nella località turistica romagnola.

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