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Ovazione dell’Assemblea di Confindustria per il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: «Non cedere a tentazione di cavalcare paure»

ROMA – Una ovazione ha accolto oggi, all’Assemblea Nazionale di Confindustria, l’arrivo, prima, e il discorso, poi, del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

«Se c’è qualcosa che una democrazia non può permettersi è di ispirare i propri comportamenti, quelli delle autorità, quelli dei cittadini, a sentimenti puramente congiunturali – ha detto chiaramente Mattarella -.

Con il prevalere di inerzia ovvero di impulsi di ansia, di paura. Due i possibili errori: una reazione fatta di ripetizione ossessiva di argomenti, secondo cui, a fronte delle sfide che la vita ci presenta – afferma il Capo dello Stato -, basta denunziarle senza adeguata e coraggiosa ricerca di soluzioni.

Oppure, ancor peggio, cedere alle paure, quando non alla tentazione cinica di cavalcarle.

La democrazia si incarna nei mille luoghi di lavoro e studio. Nel lavoro e nella riflessione dei corpi sociali intermedi della Repubblica. Nel riconoscimento dei diritti sociali – evidenzia Mattarella -.

Nella libertà d’intraprendere dei cittadini. Prima di ogni altro fattore, a muovere il progresso è, infatti, il “capitale sociale” di cui un Paese dispone.

Un capitale che non possiamo impoverire. È una responsabilità che interpella anche il mondo delle imprese: troppi giovani cercano lavoro all’estero, per la povertà delle offerte retributive disponibili».

Il Presidente di Confindustria Bonomi ha attaccato il “salario minimo” ritenendolo inutile e non risolutivo chiedendo regole chiare e semplici per la sicurezza sul lavoro.

 «Confindustria resta convinta che la mera introduzione di un salario minimo legale, non accompagnata da un insieme di misure volte a valorizzare la rappresentanza, non risolverebbe né la grande questione del lavoro povero, né la piaga del dumping contrattuale, né darebbe maggior forza alla contrattazione collettiva – ha detto il presidente Carlo Bonomi -.

La Costituzione ci obbliga a riconoscere al lavoratore un salario giusto e questa funzione è affidata alla contrattazione.

L’industria, negli ultimi vent’anni ha avuto dinamiche retributive di gran lunga superiori al resto dell’economia.

La tutela della sicurezza sul lavoro presuppone regole chiare e semplici e si fonda sulla prevenzione».

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