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Padre al 17° giorno di sciopero per a fame: “Attendo da sette anni, ma per chi ha perso un figlio o un parente non è previsto nulla”

NUORO – Sciopero della fame a oltranza: lo Stato non ha ancora istituito un fondo di supporto alle famiglie delle vittime di grandi catastrofi.

E il nuorese Mario Sanna, padre di una delle vittime del terremoto di Amatrice, Filippo (morto a 22 anni) è al 17/o giorno di protesta.

“È paradossale – spiega Sanna all’ANSA – i proprietari delle abitazioni distrutte stanno ricevendo i risarcimenti.

Noi eravamo in affitto, ma per le famiglie delle vittime non è stato previsto nulla. Noi da allora abitiamo a Rieti, aspettiamo.

Qualche giorno fa ho incontrato a Roma il commissario alla ricostruzione Guido Castelli: ha assicurato di aver inoltrato tutti i documenti. E ora aspettiamo. Ma in tutti questi anni ci è stato detto di tutto: si è parlato di problemi burocratici e di fondi che non possono essere messi a disposizione.

Eppure anche noi siamo a tutti gli effetti tra coloro che hanno subito danni per il terremoto. Anzi siamo quelli che hanno subito il danno maggiore. Non abbiamo risposte. Non mi resta che continuare a lottare in questo modo”.

Le condizioni di salute? “Stanchezza – spiega Sanna – più psicologica che fisica, ma tutto sommato sto ancora bene. Le vittime di Amatrice sono state 299, è una battaglia che riguarda tante persone”.

Nel frattempo, oltre alla petizione online su Change.org, è partito l’invio di mail alla premier Giorgia Meloni ricordando “i due precedenti che dovrebbero facilitare la normazione di tale fondo: le disposizioni in favore dei parenti delle vittime di Viareggio e Rigopiano”.

La battaglia è supportata anche dal sindaco di Nuoro Andrea Soddu.

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