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Papa Francesco a Marsiglia sui migranti sferza i governi: «Terribile mancanza di umanità. Spero di avere il coraggio di dire tutto quello che voglio dire»

MARSIGLIA – Va dritto per la sua strada, e atrattai con durezza, Papa Francesco sulla questione migranti.

“Non possiamo rassegnarci a vedere esseri umani trattati come merce di scambio – dice il Papa -, imprigionati e torturati in modo atroce, non possiamo più assistere ai drammi dei naufragi, dovuti a traffici odiosi e al fanatismo dell’indifferenza.

Le persone che rischiano di annegare quando vengono abbandonate sulle onde devono essere soccorse. È un dovere di umanità, è un dovere di civiltà!”.

Lo dice a Marsiglia, davanti al monumento che commemora le vittime in mare e il pensiero è per quei migranti che cercano una vita migliore e per questo si mettono in mare.

Il cardinale che ospita gli Incontri del Mediterraneo, il vescovo di Marsiglia Jean-Marc Aveline, dice che “quando le istituzioni politiche vietano alle organizzazioni non governative e anche alle navi che incrociano in queste acque di portare soccorso ai naufraghi, è un crimine grave e una violazione del diritto internazionale marittimo più elementare”.

Una dichiarazione in piena sintonia con il Papa che ringrazia le organizzazioni che “vanno in mare per salvare i migranti, “tante volte lo impediscono, sono gesti di odio travestiti da equilibrio”.

Francesco è venuto a Marsiglia per ribadire che i migranti non sono numeri e che la situazione in cui versano in queste ore di crisi e sbarchi disperati è “una crudeltà, una terribile mancanza di umanità”.

Rimandare i migranti indietro significa che “poi li imprigionano” in quei “lager libici” dei quali Bergoglio ha parlato più volte. E allora l’alternativa non può essere tra il Mediterraneo “il più grande cimitero d’Europa” e i migranti in cerca di speranza e invece privati di fatto della loro libertà. “Spero di avere il coraggio di dire tutto quello che voglio dire”, aveva confidato ai giornalisti nel volo che da Roma lo ha portato a Marsiglia.

Per questo il primo momento del Papa, atterrato nella cittadina francese, è un atto politico. Sale sulla rocca di Notre Dame de la Garde, la Madonna alla quale i marsigliesi affidavano i loro marinai.

“Non abituiamoci a considerare i naufragi come fatti di cronaca e i morti in mare come cifre: no, sono nomi e cognomi, sono volti e storie, sono vite spezzate e sogni infranti.

Penso a tanti fratelli e sorelle annegati nella paura – afferma ancora Papa Francesco-, insieme alle speranze che portavano nel cuore. Davanti a un simile dramma non servono parole, ma fatti.

Prima ancora, però, serve umanità: silenzio, pianto, compassione e preghiera”, chiede il Papa chinando il capo e chiedendo un po’ di silenzio per queste vittime. E allora bisogna scegliere perché siamo davanti ad “un bivio: da una parte la fraternità, che feconda di bene la comunità umana; dall’altra l’indifferenza, che insanguina il Mediterraneo. Ci troviamo di fronte a un bivio di civiltà”.

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