Esteri

Raid israeliani su Gaza: a Khan Younis morti anche 8 bambini. Il valico di Rafah aperto entro 48 ore. Hamas libera due ostaggi americani

GAZA – Otto bambini, tutti membri di una stessa famiglia, sono morti a Khan Younis, nel Sud della Striscia di Gaza, in uno dei bombardamenti israeliani sull’enclave palestinese.

È una delle innumerevoli strazianti tragedie di questi tredici giorni di guerra, cominciati con l’attacco di Hamas a Israele. Le piccole salme sono state allineate sul pavimento dell’obitorio, insieme agli altri due membri della famiglia, morti anche loro nell’attacco. Era il clan della famiglia al-Bakri, hanno raccontato soccorritori e testimoni.

All’ospedale europeo, le piccole salme sono state coperte da lenzuola bianche: Dyala (che aveva 2 anni), Ayman (3), Hamada (5 anni) e Zaher (2) Bakri, oltre a Oudai e Jamal Abou Al-Naja e Nabil e Acil Omran, che avevano tra i due e i cinque anni.

“Dormivano quando (gli israeliani, ndr) hanno distrutto la casa che e’ crollata sulle loro teste”, ha raccontato all’agenzia Afp il patriarca della famiglia Bakri, Abu Mohammad Wafi al-Bakri, che ha 67 anni. Secondo i testimoni, erano tutti al piano terra della casa di famiglia, composta di tre piani, situata tra Khan Younis e Rafah, e i loro corpi sono stati recuperati un’ora dopo il raid.

Jihad al-Bakri, il padre di Ayman, Hamada e Dyala, era uscito di casa “dieci minuti prima del bombardamento per cercare acqua”, racconta il nonno. “Nessuno dei miei figli è legato a organizzazioni palestinesi. Non c’erano uomini in casa al momento dell’attentato”.

A Rafah, un altro raid israeliano è costato la vita a una madre, Arij Marwan al-Banna, e alle sue due figlie, Sarah e Samya, che avevano meno di dieci anni, hanno aggiunto fonti mediche palestinesi. Arij Marwan al-Banna era fuggita dalla sua casa a Gaza City dopo l’ordine di evacuazione emesso dall’esercito israeliano ed era andata a rifugiarsi dai suoi genitori a Rafah, a Sud.

© Mohammed Faiq/ AFP Gaza dopo un bombardamento israeliano

Era incinta di sette mesi: o medici dell’ospedale di Rafah hanno eseguito l’autopsia con il taglio cesareo, ma la bambina era già morta.

Il valico di Rafah dovrebbe aprire entro 48 ore per consentire alla popolazione di Gaza, ridotta allo stremo, gli aiuti umanitari. In attesa del vertice internazionale sul conflitto in Medio Oriente convocato dall’Egitto, Israele ha confermato l’intenzione di procedere all’offensiva di terra e avrebbe respinto l’offerta di Hamas di una tregua in cambio della liberazione degli ostaggi.

Il gruppo militante ha già rilasciato due prigioniere statunitensi, madre e figlia. 

Lo Stato ebraico ha inoltre disposto l’evacuazione di 100 mila civili dalle loro case nel nord e nel sud di Israele. L’evacuazione della città di Kiryat Shmona – che non è obbligatoria – non è inclusa in questo numero, ma farebbe salire il numero totale di evacuazioni a circa 123.000 civili, ha affermato il ministero.

Il valico di Rafah sarò aperto “entro 24 /48 ore”. Ne è convinto il presidente degli Stati Uniti Joe Biden secondo il quale i primi camion che trasportano aiuti a Gaza arriveranno attraverso il valico di Rafah dall’Egitto entro i prossimi due giorni.

“Credo che nelle prossime 24-48 ore i primi 20 camion attraverseranno il confine”, ha detto Biden incontrando i leader dell’Unione Europea alla Casa Bianca. Biden ha detto di avere l’impegno da parte di Israele e del presidente egiziano di far passare gli aiuti, ma “l’autostrada doveva essere riasfaltata, ed era in pessime condizioni”.

Anche secondo il primo ministro britannico Rishi Sunak la riapertura del valico è “imminente”. (AGI -MASSIMO MAUGERI)

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