Salute

Rinnovo contratto dei Medici, parola alle regioni. Anaao e Fesmed: «Loro dovranno pronunciarsi». Polemica coi sindacati l’eurodeputata De Blasis

ROMA – Ore febbrili per il rinnovo del contratto dei medici, pe ril quale si parla apertamente di aumenti di stipendio.

E se le sigle sindacali stanno attendendo il parere delle Regioni, sulle quali ricadono i costi, la eurodeputata Elisabetta De Blasis polemica coi sindacati che guardano all’aspetto salariale, senza rivolgere la benché minima attenzione alla riforma dei metodi di reclutamento, nonché della questione inerente il “numero chiuso” nelle facoltà universitarie di medicina.

«La ripresa oggi all’Aran delle trattative per il rinnovo del contratto di lavoro di medici, veterinari e dirigenti sanitari ha fatto registrare l’apertura dell’Agenzia rispetto alle nostre richieste. Ma ora si entra in una fase delicata perché la palla passa alle Regioni che dovranno pronunciarsi sull’intero impianto».

Pierino Di Silverio, Segretario ANAAO-ASSOMED e Guido Quici, Presidente della Federazione CIMO-FESMED al termine della trattativa all’Aran rivolgono un appello alle Regioni affinché le loro valutazioni tengano conto della necessità di garantire un buon contratto alle migliaia di colleghe e colleghi che con il loro lavoro, svolto in condizioni ormai estreme, continuano ad assicurare l’esigibilità del diritto alla salute.

«Non dimentichiamo che sono proprio le Regioni – proseguono – che devono garantire i servizi e per questo ci auguriamo che la loro verifica abbia un esito positivo soprattutto per gli aspetti da noi più volte ribaditi e imprescindibili relativi all’orario di lavoro, ai fondi contrattuali, al servizio fuori sede, alla rappresentatività e al patrocinio legale».

«Se invece non ci saranno le condizioni per raggiungere un accordo soddisfacente tra tutte le parti in causa – concludono Di Silverio e Quici – saremo costretti a intraprendere azioni sindacali per tutelare i nostri diritti e quelli dei nostri pazienti».

E veniamo alle critiche della eurodeputata De Blasis ai sindacati.

«Frenare la fuga dei medici del servizio sanitario è di primaria importanza. Al fine di garantire una Sanità che sia realmente un presidio per il benessere di tutti i cittadini, le condizioni lavorative devono essere migliorate.

Le trattative sindacali sul rinnovo del contratto collettivo che stanno andando avanti da alcuni mesi, piuttosto che su un minimo incremento salariale, dovrebbero incentrarsi sulla cronica carenza di organico e il conseguente ricorso agli straordinari per coprire la normale amministrazione.

Al di fuori della contrattazione- afferma l’On. Elisabetta De Blasis, Europarlamentare membro della Commissione Ambiente e della Sottocommissione Sanità sul rinnovo del contratto collettivo dei medici -, dovrebbero essere rivisti sia i modelli di reclutamento concorsuali sia il numero chiuso per la facoltà di medicina per coloro che vogliano divenire medici.

Non saper intervenire con efficacia sul servizio sanitario per valorizzare i nostri medici – conclude l’Onorevole -, significa veder chiudere a breve servizi ospedalieri essenziali su tutto il territorio nazionale con la conseguente perdita di un elemento di eccellenza del nostro Paese, perché nonostante le difficoltà, la qualità delle cure in Italia è elevata».

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