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Sciopero taxi, Usb: “Adesione pari al 60-70%. La lotta al decreto continua”

ROMA – L’adesione allo sciopero nazionale dei taxi è stata di “circa il 60/70% con punte come Napoli e Torino dove abbiamo raggiunto una partecipazione superiore al 90%”.

Lo afferma l’Usb, che ha proclamato la protesta, aggiungendo che “anche negli aeroporti i numeri dei taxi sono stati al di sotto della media, a riprova di un buon risultato”.

“La lotta al decreto continua, quella del 10 ottobre è stata una prima tappa contro una Legge ingiusta e contro le ricadute che comporterà”, sottolinea il sindacato di base.

“Alla chiusura del confronto democratico da parte del Governo, risponderemo con tutta la determinazione necessaria, senza passi indietro”, continua l’Usb, spiegando che “sono indispensabili interventi concreti di potenziamento del trasporto pubblico di linea, come pure adeguamenti tariffari per i taxi congrui al costo della vita, occorre una programmazione concreta su base territoriale non numeri buttati a caso perché solleticati dai media”.

“Pieno rispetto, come sempre, per chiunque abbia scioperato e ovviamente anche per i tantissimi operatori taxi che hanno garantito il servizio. La riforma che abbiamo realizzato era assolutamente necessaria, a lungo attesa dai cittadini e dagli operatori”. Così dichiara in una nota il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.

“Prima di noi vi avevano tentato tre governi, prima Monti nel 2011, poi Renzi e quindi Draghi ma avevano dovuto rinunciare nel caos di scioperi che avevano paralizzato le città”, osserva Urso che si “auguro che ora si proceda in fretta sulla strada giusta che abbiamo realizzato per avere da subito più taxi, più licenze, più servizio agli utenti e auto più adeguate ed ecologiche al fine di affrontare al meglio la crescita dei turisti nelle nostre meravigliose città d’arte e i nuovi eventi straordinari, religiosi, civili e sportivi a cui parteciperanno centinaia di milioni di pellegrini, visitatori, turisti”.

“Lo sciopero dei tassisti di oggi è un flop, e i cittadini non hanno avvertito alcuna differenza rispetto a qualsiasi altro giorno della settimana”. Lo afferma il Codacons.

“Lo sciopero – si legge in una nota – è un fallimento non certo perché molte sigle sindacali non hanno fornito adesione alla protesta, ma perché i taxi sono già abitualmente introvabili nelle principali città italiane. Resta in ogni caso inquietante notare come i tassisti siano totalmente allergici a qualsiasi misura tesa ad aumentare il servizio in favore dei cittadini, e continuino imperterriti a difendere il proprio oligopolio nonostante tutte le evidenze che attestano come i taxi siano assolutamente insufficienti in Italia”. 

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